mercoledì 2 maggio 2007

Si ... perchè questa frase, la disse tempo fa mio nonno a mia nonna. Fu lui ad inventarsela. Trent'anni per tornargli indietro. Mia nonna non l'ha mai capita. Lui lavorava sempre in giro, da Genova a Bolzano, da Sondrio a Cagliari ... mia nonna lo avrebbe voluto in casa. Gli diceva, "piuttosto meno soldi ma più vicino a casa". Un lavoro più domestico insomma. Alchè mio nonno disse: "Putòst chè gnènt..." e ci ruminò un pò, tirando un sospiro ... e poi aggiunse "l'è mèi putòst". Come si fosse trovato a scegliere fra due fratelli della stessa miseria: Putòst & Gnènt.
Ma questa rassegnazione o filosofia del mi accontento momentaneo, da dove gli veniva?
Un giorno andò dal medico, quello gli diede una medicina e sentenziò:
"Il meglio è nemico del bene". Quella frase lo fregò per tutta la vita.
Si rassegnò, e si accontentò.
Quella è una frase che stà bene in bocca al potere per addomesticare il popolo. Lui non lo sapeva ma su quella frase nacquero i contratti a termine, a progetto, interinali, discontinui, atipici e tutto quanto di precario possa esserci su questa terra per dare flessibilità al portafogli di chi comanda.
Mio nonno non mescolò bene i suoi pensieri.
Il concetto giusto è: "il meglio è meglio del bene, è ovvio" ("èl mèi l'è mèi dèl bèn, l'è pùsè amò che logic")
Se non ci ricordiamo di questo, l'accontentarsi tesserà la sua ragnatela attorno al migliorarsi.
Migliorarsi & Accontentarsi sono due fratelli della stessa madre dove l'uno riscuote e l'altro aspetta il proprio turno che capita sempre nei momenti che la cinghia a bisogno di nuovi buchi per reggere i pantaloni.

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